Genitori gifted, genitori plusdotati

And I wonder if you know how it really feels to be left outside alone when it’s cold out here. Well maybe you should know just how it feels to be left outside alone. To be left outside alone
Anastacia

Questo argomento avrei preferito trattarlo più avanti ma, sorprendentemente, sono stata contattata da alcuni genitori, che mi hanno fatto alcune domande molto specifiche, e ho pensato che fosse meglio parlarne subito.

In fin dei conti, prima o poi, avrei dovuto arrivare a toccare questo tasto sensibile, era inevitabile.
E quindi: genitori plus/genitori gifted. Chi sono? Che fanno? Perché me ne frega qualcosa?

 

Chi sono i genitori gifted

I genitori plus o genitori gifted (inserendo la stringa nella barra di ricerca si trovano risultati in entrambi i casi) sono i genitori di bambini con plusdotazione.
Per supportare i genitori plus esistono team di psicologi e specialisti ed associazioni apposite (come AISTAP oppure AGET).
Oltre a questo, internet è pieno di interviste, gruppi social, video di supporto e materiali simili in cui parlano persone che hanno a che fare coi plusdotati. Dai genitori, ai docenti, ai medici, chiunque parla della propria esperienza.

Fin qui niente di male, niente di strano, anche se forse i più attenti di voi si sono già posti delle domande logiche.

Una su tutte: per i genitori plusdotati esistono supporti, e per i plusdotati?

 

Googlando alla ricerca di consigli per la chi ha un altissimo quoziente intellettivo, mi sono imbattuta in una quantità folle di materiale di supporto per i genitori. Titoli di blog e articoli che gridavano cose tipo

 

«Tuo figlio è plusdotato? Ecco come aiutarti a sopportarlo»
«Hai un bambino gifted? Ecco come imparare a convivere con la sua giftedness»
«e poi quelli che preferisco in assoluto, ovvero i vari»
«Intervista ai genitori plusdotati: cosa vuol dire vivere con la plusdotazione»

Non penso sia difficile comprendere la nota stonata in tutto questo. Quel dettaglio per cui credo che ci sia un problema diffuso per quanto riguarda lo studio e il trattamento della plusdotazione.

I genitori di bambini plusdotati hanno bisogno di supporto, non posso negarlo. Vivere con un plusdotato può essere l’inferno. I bambini plusdotati (o bambini gifted) sono iperattivi, si annoiano facilmente, hanno bisogno costante di stimoli e risposte.
Siamo una razza faticosa e con un particolare bisogno di attenzioni e supporto, il limite tra essere felici per la nostra intelligenza e diventarne schiavi è labile e fragile e da soli, molto spesso, non riusciamo a farcela.
Come se non bastasse, tenderemo sempre a farvi sentire inadatti, perché le vostre risposte non ci basteranno mai e non faremo altro che pretendere di più.Capisco, quindi, per quale motivo dare un supporto ai genitori di bambini plusdotati.
Ma detto questo… e il supporto ai plusdotati dov’è?.

 

«Intervista ai genitori di plusdotati: cosa vuol dire vivere con la plusdotazione»

E dal cuore nasce quel grido folle, quella risposta che vorresti urlare alle orde di giornalisti, psicologi, docenti, genitori e medici: chiedilo a un plusdotato cosa significa essere plusdotato.
Non penso che sia così difficile da capire, no? Io sono plusdotata, io ci convivo, io so come mi sento e cosa sento e di cosa ho bisogno, non i miei genitori, non i miei professori, non i miei medici. Vuoi sapere che significa vivere con la plusdotazione?
Chiedilo a me.

 

Interviste di decine di minuti a genitori e a docenti (e anche su di loro vorrei aprire un capitolo dedicato) che dicono che

«è difficile trattare un bambino plusdotato perché ha bisogno di molte attenzioni e stimoli».
Tutto questo ripetere quanto siamo alla ricerca di attenzioni, questo farci pesare che siamo ingestibili, intrattabili e iper attivi, se sei un plusdotato ti fa provare una sequenza di sentimenti in successione: ti senti un peso, prima di tutto, perché non vorresti assolutamente essere così fastidioso per nessuno; poi ti arrabbi un po’, perché non è che hai scelto di essere plusdotato, sei nato e lo eri, e la cosa peggiore è che nessuno ti aiuta ad esserlo; poi ti arrabbi tanto, perché se è difficile per te, che non convivi direttamente con questa condizione, ci hai mai pensato a quanto possa essere difficile per me, che invece devo imparare a gestire da solo la mia intensità emotiva?

 

Probabilmente io sono particolarmente sensibile al problema, ma davvero, davvero, io non capisco come sia possibile che ci sia più aiuto per i genitori che per i bambini. Supportiamo i genitori, aiutiamo i genitori, sì ma i bambini?


Per quanto gli studi siano stati fatti praticamente solo su di loro, nessuno ha mai intervistato un bambino chiedendogli “Ehi, ma tu come ti senti?” o fatto un articolo che si chiama

Intervista a un bambino gifted: cosa si prova a non avere controllo del proprio cervello?

Per gli adulti va beh, evito di esprimermi. Ho ampiamente descritto quale sia il mio punto di vista in proposito e come mai credo che la lacuna più sia non dare supporto agli adulti plus.
Però questo discorso dei genitori gifted mi tocca su più nervi scoperti.

 

Come se non bastasse, qualcuno mi ha fatto notare come sia quasi più dispersivo che utile che ci siano tante associazioni a supporto dei genitori. Uno alla fine non sa più che fare, da che parte stare, come stimolare il proprio figlio.

 

Allora, psicologi/medici/scienziati/docenti/genitori, ve lo dico io cosa vogliamo noi plusdotati, da bambini e da adulti: ascoltateci.
Credo siano da ammirare gli adulti che si sforzano per comprendere i bambini plusdotati, dai genitori ai docenti agli psicologi, e sono felice che, anche a poche persone, interessi questo argomento, ma una cosa che voglio che sia chiara è che non siete voi ad avere bisogno di supporto e ascolto.


Siamo noi, che ci ritroviamo bloccati in un cervello che non ci ascolta e fa come vuole. Siamo noi a dover gestire un bambino problematico (noi stessi), a doverlo calmare quando non ci dà pace, e siamo sempre noi a dover venire a patti col fatto che non saremo mai uguali agli altri, che saremo sempre diversi e strani, perennemente fuori posto in qualsiasi situazione.
Non vogliamo (e non lo vogliamo neanche da bambini) essere trattati come animali mitologici, mezzi sinapsi e mezzi parola, vogliamo capire il mondo e trovare risposte, e se non siete in grado di darcele pace.
Credete sia difficile? L’ho detto che non è facile gestirci.
Ma non potete neanche spostare l’attenzione e ignorarci, indirettamente mettendoci in secondo piano perché è più importante supportare tutti gli altri.

 

Quindi, pro e contro finali degli aiuti ai genitori gifted:

Pro: sensibilizzazione sull’argomento; supporto indiretto ai bambini plusdotati.


Contro: troppa attenzione verso i soggetti sbagliati; troppa informazione errata, confusionale o superficiale; totale disattenzione verso i bambini stessi.